Lo spazio del Teatro

Venerdì 11 novembre ho avuto l’opportunità di partecipare al convegno nazionale “Mani operose e teste pensanti”. La due giorni organizzata dal Cred Valdera è stata incentrata sul rapporto tra il teatro e la scuola, precisamente sul ruolo che hanno i laboratori teatrali nelle scuole. Durante l’incontro in plenaria presso il Teatro Era di Pontedera, è stato istituito il Processo al teatro nella scuola pubblica: una provocazione per raccontare il valore che i progetti teatrali hanno ma che spesso passano in sordina. Nel mio piccolo, in quanto attore amatoriale (ma proprio che bisogna amarmi per venirmi a vedere) mi è stata chiesta un’opinione. Dal canto mio ho detto questo.

Ogni spazio ha una funzione originaria, che col tempo varia o si modifica a causa dell’azione dell’uomo che usa quello stesso spazio. Ogni spazio è quindi storicamente compromesso con l’attività dell’uomo.
Le piazze, le terme, i caffè, e molti altri luoghi dimostrano come in essi la funzione principale viene col tempo alterata e subordinata alle altre esigenze di chi ne usufruisce: per tale motivo le piazze diventano il punto principale di aggregazione, le terme luoghi di affari, i caffè le dimore di rivoluzionari. Ovviamente ogni cambiamento subito è l’espressione delle esigenze di un certo periodo storico. Oggi non troviamo nei bar echi carbonari, né si va alla spa per vendere gli schiavi.
Lo spazio del teatro risulta ad oggi uno fra i principali luoghi che ha subito e allo stesso tempo stimolato questa inevitabile tendenza, tuttavia mantenendo una base solida e inalterata che si mantiene dalle origini, cioè quella della formazione di una coscienza collettività. Questo insieme alla scuola.
Non sono qui per farvi la lezione sul valore antropologico del teatro, ma in un processo istituito a dovere sul valore dei laboratori teatrali, riconosco di molto sottovalutato il problema dello spazio.
Nella mia esperienza tra scuola e teatro, fusi insieme nell’attività del laboratorio, non ho trovato l’appartenenza al luogo. Uno spazio teatrale vero e proprio non esiste; l’attività viene accolta da altri edifici che hanno altre destinazioni, e quindi altre storie, non permettendo così la crescita, la congruenza e l’unità dell’attività teatrale. In questo modo viene meno la possibilità di ricevere tutti gli stimoli inviati dall’operatore. A tale proposito, fin dal primo giorno di laboratorio, mi sono chiesto perché molti teatri restino chiusi e non diano la possibilità di respirare l’atmosfera del teatro a chi inizia da giovane un percorso da attore, anche se questo è solo ad un livello scolastico, come se questa fosse una limitazione e non un valore aggiunto. Quanto avremmo voluto poter fare le prove, un solo giorno la settimana, su un palco vero, immaginarci realmente come sarebbe stata la prima davanti al pubblico, come sarebbe stata la reale disposizione delle scenografie e delle luci. Invece raramente questa possibilità ci è stata data e per eventi collaterali al progetto.
Mi chiedo perché il teatro non assolva nuovamente alla sua funzione storica al servizio della comunità specialmente quella più giovane, e non solo dell’élite la quale spesso e volentieri partecipa solamente per il ruolo di rappresentanza che ha e non per reale interesse.
In definitiva: accuso i progetti teatrali creati senza attenzione ai fondamentali, come l’individuazione di uno spazio adeguato per lo sviluppo del progetto, e che lasciano in balia degli operatori tutta la gestione. Accuso chi detiene le redini della macchina burocratica, direttori artistici e simili, che hanno le spalle larghe solo per prendere in braccio il loro palinsesto pieno zeppo dell’illustre pantomima contemporanea di un teatro lontano dalla gente comune, lontano da quella parte di giovani che ne sono attratti ma non hanno strumenti sufficienti per partecipare. Accuso il teatro che non si apre come spazio fisico, che non fa entrare le scuole se non prima aver aperto il portafogli.
Teatri vuoti e inutili potrebbero affollarsi se si proponessero di essere lo spazio per cui sono stati creati.

Annunci