Ho tagliato i capelli da solo

Ho tagliato i capelli da solo
e ad ogni ciocca che cadeva
ho espresso un desiderio.
L’acqua li ha sciolti giù nel lavandino,
altri li ho gettati nel water
il resto tra le bucce d’arance
e la mollica del pane avanzata.
Quel binario da cui
non ho mai preso un treno
l’hanno ristrutturato
e non lo riconosco più quel
ricordo a cui tanto mi ero affezionato.
Il binario di fronte invece
è ancora il solito da due anni.
La notte quando lo vado a trovare
parliamo ancora,
parliamo poco.
Ha capito che non ci vedremo più
specialmente nelle solite condizioni:
io vestito di giallo fosforescente
lui in completo blu notte da fine novembre.

È finito tra i capelli che ho perso
anche questo tempo.
Inevitabilmente ricresceranno
come alberelli timidi trapiantati
dai boschi natii nelle città di provincia
in cerca di vita per i loro viali.
Cresceranno,
speriamo più dritti e con più desideri
da esprimere insieme alle forbici.