Factotum – La società dei fantuttoni

Non penserete mica di riuscire a togliervi di dosso quello che siete? Il vostro retaggio, quello che viene prima di voi, ve lo portate sempre addosso. Ma lo portate sulle spalle. È un peso per voi. Perché il passato lo mettete sul groppone. Se invece lo metteste sotto i piedi, non per farne uno zerbino lurido, ma come le rocce di una montagna da scalare, allora sareste più alti. Ma che ne sapete voi, non avete mica conosciuto quei nani sulle spalle dei giganti.Siete solo pedanti e molesti, proprio come me. spencer-tunickOr dunque volete fare un ripassino di latino, a quanto vedo. Allora iniziamo. Prima declinazione: rosa rosae rosae rosam rosa rosa. Adesso il plurale, anzi no! Voglio l’accusativo! Io accuso! Accuso il mondo intero. Nota a margine: ‘j’accuse’ Emil Zola. È la mia smania ipertrofica e desueta di farti sentire insignificante quando non capisci quello che ti viene detto. Sei contento di esserti ridotto così, anzi di esserti moltiplicato così sterile nella tua noncuranza del mondo? Io accuso te. Tu quoque bruti fili mei. Alea iacta est. Oh tempora Oh mores! Ma di che parliamo? Siamo liberi di fare tutto. Peccato che l’unica libertà che abbiamo sia quella di non essere liberi. Siamo liberi! Tranne essere liberi di non essere liberi obbligatoriamente. Non hai capito vero? Noi siamo quelli della libertà 2.0. L’hai fatto l’aggiornamento, vero? Siamo quelli che sanno fare tutto: Factotum, appunto. La società dei fantuttoni.
Credere di poter fare tutto? È il potere degli illusi.

Ps: per i pigri c’è anche l’audio:  Factotum – La società dei fantuttoni

Ph: Spencer Tunick