Sabbia

Non lasciarmi sulla bocca
delle parole si può fare anche a meno.
Basta una sedia e molta sabbia
per darmi il castello che desidero.
Senza parole si può anche fare rumore,
fare male, fare bene.
Saggiamente il mare tace
e con lui anche le tue lacrime
troppo lente per raggiungerlo.
Non c’è vento che possa spingerti a lui.
Siediti anche tu
ho una stanza per gli ospiti speciali
nel mio castello.
Vedrai starai bene
e poi ho già provato
che la sabbia sugli occhi
è un ottimo rimedio

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Baci fronte/retro

Bacio fronte

Se ti bacio ti do la mia parola
la mia voce.
Se ti bacio lo stormo mi sorvola
m’incorona.
Se ti bacio lo sguardo non scappa
non teme.
Se ti bacio non chiedo per favore
ma per piacere.
Se ti bacio mi permetto di immaginare
premesso il sogno.
Se ti bacio scommetto una poesia
compreso il poeta.
Se ti bacio comprendo lo stupore
dell’ultima volta.

 

 

Bacio retro

Una vela in volo che viaggia sul mare
lasciarsi perdere, su un bacio cadere
restare in attesa, sperare, temere
che un altro bacio non possa vedere.

Riprendere il largo sull’ala del vento
spiaggiarsi in deriva di una bacio lento
le ali tarpate dal pieno inverno
volare su labbra che sanno di scherno.

Scoprendo le Indie o l’Africa nera
Un bacio al tramonto di primavera
ritornando a volare prima di sera
e sulla bocca il sapore di frontiera.

Diventerò un uomo per bene

Diventerò un uomo per bene
Con scarpe di vernice
E banconote di piccolo taglio.
Darò importanza al cibo
Solo quando il piatto sarà vuoto.

Anelli di fede mi cingono le dita.
Tra madre e padre
Un coltello di plastica
Che taglia la tenerezza compiaciuta
Di due animali:
Preda e predatore d’amore stretto.

Tanto troppo cibo in casa
Digiunare è necessità.

Silenzia l’amore
Se puoi
Se vuoi
Asciugami la lingua con un panno morbido
Se devi
Vai
Se ritorni
Apri la porta
e il buco del culo
Alla rivoluzione.

Mi chiamo Neve

Mi chiamo neve
Vedo le cose con le mani.
Ho seni piccoli, rotondi e magici:
Posso costruire ponti.

Mi chiamo neve
La domenica soffro per voi.
Spazzo le briciole da sotto il tavolo
e le regalo ai passeri.
Ho gli occhi grigi,
mangio pistacchi,
gioco col respiro.

Mi chiamo neve
Sono figlia di una scimmia,
partorita nella casa di Dio
mentre la radio passa Lucio Dalla.

Mi chiamo neve
sono una ballerina
col silenzio ci faccio l’amore.
Amo i cappelli, le sciarpe arcobaleno,
gli alberi spogli di significati
e di palle di Natale.

Mi chiamo neve
sto con la rivoluzione della madre
e sto anche seduta vicino al fuoco
con tanta paura.

Mi chiamo neve
ho un orso domestico.
Lo accudisco, lo nutro,
dorme accanto al mio letto.
Quando è freddo gli permetto
di venire insieme sotto la coperta.

Mi chiamo neve
sul mare e sulla montagna
sui dubbi e sulla polvere
mi poso
Come la sposa sullo sposo.

Mi chiamo neve
non sono felice
sono la felicità
del suo riposo.

Ti dirò

Ti dirò ti amo un altro giorno
Per non perdere questa occasione
Ti dirò ti amo domani
Affinché il presente non possa fare morire queste parole
Ti dirò ti amo per poter accorciare la distanza
Tra la lingua e il cuore
Ti dirò ti amo nel letto
Così sarà morbido sentirmi
Ti dirò ti amo con la bocca chiusa
Come le cose dette in preghiera
Ti dirò ti amo soffocato tra i capelli
E quando saranno bianchi
saranno più facili da pettinare
Ti dirò ti amo con le pietre nelle scarpe
Per non far volare via le mie parole

L’ultimo albero in fondo alla strada
Mette le foglie a primavera
Strette e fiorite
E quando l’ombra le fa riposare
Vado a dormire tra i loro rami
Allora ti dirò ti amo