Ma chi mi credo di essere? – La mia bio

Salvatore David La Mendola nasce a Catania, il 9 ottobre 1992. Nonostante le coincidenze astrali lo vedano alla luce lo stesso giorno della venuta al mondo di John Lennon e Caparezza, ma ovviamente non lo stesso anno, non riscontra grandi capacità nel campo musicale, ma nemmeno in altri. Dopo una banale adolescenza movimentata da trasferimenti vari dal sud verso il nord, prima in Emilia Romagna e poi in Toscana per la solita questione meridionale (il lavoro, questo sconosciuto) e qualche ricovero ospedaliero, adesso risiede nella cittadina di Pontedera, patria di Gronchi e di tante altre persone che non conosce. Consegue il diploma al Liceo Linguistico e adesso frequenta il corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali all’Università di Pisa. Allo stesso tempo da circa due anni è riuscito, nonostante abbia un diploma e stia cercando di laurearsi, ad essere assunto alle Poste con una serie di proroghe che stanno ormai volgendo al termine, altrimenti scatterebbe l’assunzione e questo non si può. La scelta obbligata di portare avanti lavoro e studio ha rallentato di molto il secondo dei due, infatti Salvatore David oltre che essere alquanto demotivato ha visto le sue ore da dedicare alle “sudate carte” di molto depotenziate, ma se avesse scelto di non lavorare avrebbe visto le braccia del padre potenziarsi parecchio. Ergo, oltre allo usare a sproposito citazioni leopardiane di cui non ci si potrebbe fregiare nemmeno l’unghia del ninnolo, ha deciso di solcare due campi contemporaneamente attendendo pochi frutti, ma buoni.

Allo stesso tempo però Salvatore David trova modo, non si sa come, di alimentare quello svampato fuocherello che arde sotto le sue velleità incenerite. Infatti si dedica spesso al teatro come sedicente attore, facente parte della compagnia Noccioline-In-Espansione Laboratorio teatrale Cred Valdera, che basti solo la lunghezza del nome per far capire a quanti bisogna stare dietro in questo mondo. Baluardo della compagnia è il regista Claudio Benvenuti, della cui menzione è allo scuro.

Continuando alla ricerca di motivazioni valide per continuare a leggere possiamo mettere in risalto le capacità innate del suddetto quali: la sicilianeità, la spiccata bassezza fisica che ha generato in lui strategie diversificate di manifestare l’attenzione, e da ultima ma non meno importante l’inoppugnabile tendenza alla partecipazione nonostante inconsueti sprazzi di misantropia.

A cornice di ciò si mette in evidenza il suo grande interesse per la scrittura in tutte le più disparate declinazioni. Menzione di riguardo va fatta per la poesia. Per essa ha partecipato a moltissimi concorsi, mai vinto uno, ma in compenso ha ricevuto abbastanza proposte di pubblicazione a spese sue, tante da cominciare a minare le sue ferree basi per cui l’arte non si svende.

Ci sembra di molto superfluo evidenziare che Salvatore David non ha alle spalle alcuna pubblicazione né tanto meno ha avuto mai a che fare col mondo della critica ufficiale di qualsiasi ambito e genere, ne sono prova evidente queste righe.  Crede tuttavia che quel tanto di “gioia di scrivere” che possiede, possa essere sufficiente a consolidare la stramba idea che lui e Lennon abbiano qualcosa in comune.