Elefantico

La misura di una notte
mi contiene la parola
e mantiene la pressione bassa.
Non parlo,
nonostante un topo mi rosicchi i piedi.
Ricreare l’indifferenza di chi
mi passa accanto, mi è
difficile.
Disegno con le parole
scarabocchi e vecchi graffi,
mi prudono come ortiche,
come meduse elettriche.
L’entusiasmo di dirti che
“la vita è bella” si ammansisce
rapido come la mia capacità
di cambiare
che ritorna nella cuccia
dopo due o tre latrati alla luna.

Io: spaventa passeri di ferro
che manca sia di cuore
che di cervello.

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