Tra la domenica e il lunedì

Dovrei cantare il mio tempo
di operaie morte in volo,
di suicidi con pistole di vetro
e dei loro scatti automatici,
di lamentevoli superstiti mai stati in pericolo,
di giovani anime incancrenite nei complotti
del sentito dire nelle chiacchiere da bar,
di politici che sconoscono l’odore della galera,
di chi non sa cosa sia l’età d’oro
né d’argento né di rame,
di diete che ingrassano l’ego e la malattia
mentre uccidono il pensiero.

Ma non ci sono rivoluzioni in me
solo un tenue attrito
tra il foglio e la penna,
tra la domenica e il lunedì.

È una grammatica di virgole e pause inutili.
Cannoni caricati a stronzate.
Datevi conforto che la storia
volge sempre al meglio.
In alternativa lo chiedo fin da ora:
per me fiori, non opere di bene.

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2 pensieri su “Tra la domenica e il lunedì

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