Sigaretta

Una macchina di stelle
una macchia di carbone

Scosso da un quarto di secolo
temo il fumo della tua sigaretta
bruciata in fretta
Il dubbio non aspetta
e tre rime in fila
mi danno la nausea
Dal mio balcone riesco a vedere
l’ombra di quella donna
esile montagna
che il mio corpo non riesce a scalare
I panni li metto ad asciugare
la notte con la vergogna
le macchie al buio
si nascondono bene
ed io nudo non ho più paura
Lasciatemi solo e incapace
che nella fuga ho sempre vinto
sarò vigliacco ma ancora in grado
di raccontare la mia marcia morale ai bambini
Se avessi ancora tempo
ti saprei spiegare con voce lenta
peccato che la tua sigaretta sia già spenta

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