Il cielo delle rondini non è quello autunnale di fine settembre, e ormai sono quasi tutte volate via verso cieli più caldi. Eppure non mi stanco di pensare che la ricerca incessante della primavera della hirundo rustica (nome scientifico della rondine ndr), sia la metafora più leggera per parlare della mia volontà.

Volo con le rondini è infatti il titolo della mia prima raccolta di poesie. Una raccolta che ho redatto per partecipare al concorso ilmioesordio2016, indetto dal sito ilmiolibro.it. Mi sono cimentato nella costruzione di un libro totalmente in self-publishing: dalla copertina ai margini, dai numeri a piè pagina al colophon. L’interessante aspetto del concorso è la parte attiva degli utenti che sono invitati a esprimere il loro gradimento sui testi così da aiutarli ad arrivare alla fase finale. Gli utenti che si registrano al sito possono supportare il testo nella pagina del libro, dopo aver avuto modo di leggerlo. Vi do una dritta: nella sezione talent scout del sito potete leggere il testo gratuitamente e successivamente lasciare un commento o una recensione a questo link: Volo con le rondini – Salvatore David La Mendola.

Nella speranza di incuriosirvi abbastanza da fare un paio di click per scoprire di più, condivido con voi alcune delle poesie contenute nel libro. Buona lettura…

Ps: ho lasciato la tagliente lucidità dei primi due articoli per una romantica visione poetica… la domenica mi sento ispirato, ma a breve ritorno acido e borioso solo per voi.

 

SABBIA

Non lasciarmi sulla bocca
delle parole si può fare anche a meno.
Basta una sedia e molta sabbia
per darmi il castello che desidero.
Senza parole si può anche fare rumore,
fare male, fare bene
saggiamente il mare tace
e con lui anche le tue lacrime
troppo lente per raggiungerlo.
Non c’è vento che possa spingerti a lui.
Siediti anche tu
ho una stanza per gli ospiti speciali
nel mio castello.
Vedrai starai bene
e poi ho già provato
che la sabbia sugli occhi
è un ottimo rimedio

 

BINARIO 11

Margine scuro quello della mente,
colore pesto come pugni al cuore.
Maneggio ancora i pensieri del volerti
accanto a me
per un abbraccio pelle a pelle.
Poi ago e filo
per cucire un essere mostruoso ai più.
Tutto uno, uno in tutto.
Fino ad un lutto che il tempo non comprende
perché mai vivo mai morto.
Allora il cielo sarà un porto
da cui capelli a stormi
si dipaneranno su nuvole cariche di fulmini
e quando Dio vorrà
lasciarli cadere su di noi,
per illuminarci,
allora saremo due cose nuove
nel corpo di ciò che dice essere amore.

 

INFANZIE

Correvo nel cortile cieco
Come agrumi ancora duri
sbucciavo le mie ginocchia
su pietre di lava e calcare.
Correvo sotto urla abusive
sotto gli occhi di madri
maternamente fiere
di aver dato al mondo
per dare in pasto alla vita.
Correvo,
materia immobile
di sentimento crescente
con vestiti larghi per crescerci dentro.
Correvo,
e adesso sono stanco anche di camminare

Dichiarazione d’intenti

Se c’è una prima volta per tutto, dichiaro oggi di inaugurare la mia apertura al digitale. Non una battaglia facile per me, ma ragionata da anni e risolta solo oggi che forse non ha poi così senso aggiungere altri kilobyte in questa enorme nuvola di cloud che ci seppellirà.

Ma sono giunto a questa conclusione sotto l’apparente convinzione che la comunicazione sia indispensabile, anche quando il mio unico, celato e più vero bisogno non sia quello di comunicare, ma piuttosto quello di essere ascoltato. Ovviamente senza ascoltare gli altri.

Una sola scusa mi valga, cioè che io non scrivo, come tutti gli altri fanno, per propiziarmi il lettore.  Se mi è saltato in testa di registrare parola per parola tutto quanto mi è occorso da un anno in qua, vi sono stato spinto da un impulso interiore: a tal punto ero e sono colpito dagli avvenimenti. Solo questo registrerò, tenendomi lontano con tutte le forze da ciò che è secondario ed estraneo, e specialmente da ogni ornamento letterario. Un letterato scrive trent’anni di fila, e non sa, alla fine, perché abbia scritto per trent’anni. Io non sono un letterato né voglio esserlo, e a portare sul loro mercato l’intimo dell’anima mia con una bella descrizione di sentimenti mi parrebbe sconveniente e abietto. Ho però l’ingrato presentimento che non potrò evitare in tutto e per tutto sia la descrizione di sentimenti sia qualche riflessione (forse anche volgare); tanto può l’azione corruttrice di un qualsiasi lavoro letterario, nonostante sia intrapreso esclusivamente per sé.

L’incipit de “L’adolescente” di Dostoevskij spiega in modo eccezionale le mie intenzioni. Badate però di non aver paura che qui non ci saranno discriminazioni, snobismi letterari né spocchiosità altisonanti, anche se fin quanto detto sembra affermare l’esatto opposto. Provare per credere. Voglio scrivere di tutto e di tutti, sempre e solo quando avrò qualcosa da dire e le informazioni sufficienti per farlo.

Del titolo del blog parlerò nel primo vero articolo. Nell’attesa io uno shampoo me lo farei.